Elezioni USA 2020, si allarga il fronte dei Democratici

 

Il fronte dei candidati del Partito Democratico alle elezioni presidenziali 2020 accoglie tra le sue fila un nuovo nome autorevole, quello di Joe Biden. Ex vicepresidente degli Stati Uniti durante la presidenza Obama e Senatore Democratico di lungo corso, Biden, all’età di 76 anni, ha recentemente annunciato ed ufficializzato la sua candidatura tramite la pubblicazione di un video sui propri canali social, divenendo così il ventesimo candidato dem alla nomination. L’ex vice di Obama tenterà dunque la scalata alla Casa Bianca per la terza volta, dopo le sconfitte incassate nel 1988 e nel 2008.

«Sono un uomo dell’era Obama e ne sono orgoglioso. I valori chiave di questa nazione, la nostra posizione nel mondo, la nostra democrazia corrono oggi un grave pericolo. Siamo in una battaglia per l’anima di questa Nazione. Ecco perché annuncio la mia candidatura a presidente degli Stati Uniti». Queste le parole di Biden, in quello che è stato definito un “discorso sul clima della Nazione”, visti i diversi riferimenti ad episodi di intolleranza e al suprematismo bianco “in ascesa” in diverse città americane.

Nonostante il grande numero di candidati per la nomination tra le fila democratiche, Biden non ha riservato alcuna critica ai suoi compagni di partito ed il suo unico bersaglio è stato il Presidente Donald Trump, colpevole, a suo modo di vedere, di “incattivire la Nazione ed inasprire il dibattito politico”. In particolare, l’ex vice di Obama ha messo in guardia i cittadini americani, asserendo che un eventuale secondo mandato di Trump costituirebbe un punto di non ritorno per la Nazione intera.

La candidatura di Biden ha diviso gli osservatori, generando opinioni contrastanti sull’efficacia della decisione presa dal candidato dem. Infatti, se da una parte la storia personale e la carriera politica contribuiscono a rendere Biden uno dei politici americani più apprezzati, stimati e trasversali del panorama nazionale, dall’altra il fattore anagrafico potrebbe rappresentare un ostacolo, facilmente aggirabile se il nuovo candidato del Partito Democratico sarà in grado di presentarsi all’elettorato come un autorevole conoscitore della storia del Paese e politico d’esperienza. Un ulteriore punto di debolezza e di inadeguatezza sarebbe ravvisabile nella politica di stampo centrista di cui Biden, secondo alcuni osservatori, sarebbe protagonista, specialmente in vista di una campagna elettorale polarizzata e divisiva come sarà quella per le elezioni presidenziali del 2020. A riprova della visione di Biden non esattamente conforme alla Sinistra tradizionale vi sono delle posizioni storicamente conservatrici sui diritti civili e sui diritti delle donne, un fattore che potrebbe complicargli la strada verso la vittoria alle primarie democratiche. Al contrario, stando alle opinioni espresse da altri analisti, il profilo di Biden sarebbe il più adatto ad attrarre parte dell’elettorato di Trump e a riproporre l’eredità politica di Obama. L’ex vice di Obama potrebbe infatti beneficiare della vicinanza ai quadri del Partito e della simpatia di una buona parte dell’elettorato afroamericano che lo ricorda come il leale partner del primo Presidente nero.

La presidenza Trump e la conseguente polarizzazione cui ha dato vita hanno certamente contribuito ad allargare il fronte dei candidati democratici alla nomination 2020. In particolare, l’avversione provata nei confronti di Donald Trump e la convinzione che la personalità giusta potrebbe davvero sconfiggere il Presidente in carica hanno spinto diverse generazioni di politici dem ad avanzare la loro candidatura: quella della vecchia guardia impersonata da Joe Biden e Bernie Sanders; quella di mezzo rappresentata da Kamala Harris ed Elizabeth Warren; quella dei giovani che trova espressione in personalità come Pete Buttigieg e Beto O’Rourke.

Il processo che condurrà alla scelta del candidato dem si prospetta dunque come uno dei più affollati, lunghi e costosi di sempre. Come è noto, l’elettorato, specialmente in questa fase iniziale, è altamente volatile e nessuno può dirsi certo su cosa accadrà nella corsa alla nomination e sulle possibilità reali di Joe Biden, che spicca tra gli altri per il ruolo ricoperto in passato e per il carattere conciliatore della sua figura. Solo il tempo e le strategie adottate dai singoli candidati potranno rivelare chi avrà le carte vincenti per giocarsi la partita finale per la Casa Bianca con il Tycoon statunitense.

Giorgio Catania, 30/04/2019

 

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