Coronavirus, economia e parallelismi con le epidemie del passato. Parla il Prof. Giulio Sapelli.

Coronavirus, economia e parallelismi con le epidemie del passato. La pandemia di Covid-19 che ha colpito il pianeta, oltre agli effetti immediati sulla salute collettiva e sui sistemi sanitari di tutto il mondo, avrà delle ripercussioni a medio lungo termine anche sull’economia dei Paesi colpiti. Ce ne parla il professor Giulio Sapelli, economista, storico e accademico.

Professore, secondo lei che tipo di impatto avrà il coronavirus sull’economia italiana?

L’effetto che avrà sull’economia italiana sarà per certi versi molto simile a quello che subiranno le attuali economie capitalistiche. Queste infatti, escludendo Cina e Vietnam, sono in grado di determinare le formazioni economico-sociali mondiali.

Qual è la differenza fra il principio su cui si basa l’economia occidentale e quello dei due paesi che ha citato?

In Cina e in Vietnam prevale il principio della locazione gerarchica attraverso lo stato. Nel nostro sistema invece prevale il principio della locazione di mercato che, seppur non completamente pervasiva, è certamente determinante.

Secondo lei è possibile ipotizzare dei parallelismi con alcune epidemie verificatesi in passato?

La situazione che noi stiamo vivendo è sicuramente quella di una pandemia. In questo caso, come in quelli che si sono verificati nelle formazioni economiche pre-capitalistiche, ad esempio durante l’epidemia di spagnola o nel periodo a cavallo della prima guerra mondiale, assisteremo a delle forti interruzioni e a crolli, sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta. Questo è sicuramente l’effetto primario e fondamentale.

Quindi, nello specifico, a cosa andremo incontro?

Sia la produzione di merci per il consumo immediato che la circolazione di merci per la produzione genereranno un grande crollo dei salari e degli stessi consumi. Negli ultimi trent’anni quella che si è andata definendo è un’economia che si può definire parassitaria finanziaria, esiste un’enorme massa di liquidità non prodotta dal plusvalore capitalistico, bensì dalla rendita finanziaria. Solo chi possiede questa rendita sarà in grado di rimettere in moto la macchina, attraverso nuovi consumi. La situazione tuttavia è molto complessa, le persone benestanti sono molto ricche ma numericamente sono inferiori agli individui poveri e anche questo causerà un crollo dei consumi. Eravamo immersi in una stagnazione secolare, dovuta soprattutto alla deflazione europea, questa recessione è destinata ad espandersi in tutto il mondo e questo mi pare evidente.

L’Economia italiana ha la stessa struttura fin dai tempi della Prima Guerra Mondiale. E’ un sistema dualistico, sia dal punto di vista territoriale che in termini di produzione ed è destinato a presentare queste contraddizioni, esacerbate dai suoi innumerevoli dualismi di classe, di territorio e di composizione del capitale.

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