“I have a dream”: le lezioni di Martin Luther King 50 anni dopo

Martin Luther King, nato ad Atlanta nel 1929, dedicò la sua giovinezza agli studi teologici nella città della Georgia. Conseguì una laurea presso il Morehouse College, definita come Historically Black University e fondata nel 1867 come ateneo per gli studenti ai quali l’accesso alle università più prestigiose (come Harvard e Yale) non era concesso. Una famosa frase descrive alla perfezione i disagi sociali che caratterizzavano l’America dalla seconda Guerra Mondiale in poi: ‘’Lift as you Climb’’. Infatti, la propria ascesa non doveva sacrificare quella di qualcun altro od andare a suo discapito. Negli anni sessanta, infatti, i neri non erano ancora considerati degni di accedere ad alcuni luoghi pubblici e costretti a lasciare i posti nei trasporti pubblici ai bianchi.

Per invertire questa tendenza, Martin Luther King fondò nel 1956 la Southern Christian Leadership Conference, che venne posta alla base del Movimento a difesa dei diritti umani, della giustizia sociale e contro la Guerra del Vietnam. in quest’ultima venivano inviati a combattere per i valori, i diritti e la libertà soldati che nel loro paese non beneficiavano di questi benefici nel rispetto dell’uguaglianza.

Mr. Andrew Young fu di grande supporto alle lotte di M.L King e divenne nel 1977 il primo ambasciatore di colore della storia degli Stati Uniti dal Presidente Jimmy Carter.

M.L. King venne ampiamente supportato dalla folla in una grande manifestazione per i diritti civili del 28 agosto 1963. In quell’occasione, davanti ad una folla di duecento mila persone radunate a Washington, pronunciò il celebre discorso in cui figurava la frase “I have a dream“. Il discorso smosse le coscienze di milioni di americani sulla questione razziale. La legge per i diritti civili venne approvata il 10 febbraio 1964, anno in cui King venne insignito del premio Nobel per la Pace, dedicandolo a tutte le persone che contribuirono alla sua battaglia per l’uguaglianza sociale, sottolineando anche la sua forte contrarietà alla violenza e alle armi. Altre città come Londra, Parigi, Milano e Sydney parteciparono a queste dimostrazioni attraverso cortei estesi a tutte la città.

Nel 1968 M.L. King organizzò la “Poor People’s Campaign” incentrata sui temi di giustizia sociale. Attorno a questa sua battaglia per i diritti, King riuscì a raccogliere intorno a sé le masse meno abbienti che tutelò costringendo il Congresso USA ad approvare un progetto di legge. Il 3 aprile del ‘68 King scese a Memphis per appoggiare gli spazzini in protesta: il corteo si trasformò dopo poco in una spirale di violenza. Il giorno seguente, 4 aprile 1968, M.L. King venne ucciso a soli 39 anni nel suo albergo da James Earl Ray. Colpito al viso da un fucile mentre parlava con un suo amico pastore, il suo assassinio provocò una mobilitazione totale per le strade della città alla ricerca del colpevole.

Numerose proteste rivoluzionarie furono scatenate dal fatto. I ghetti afro-americani si trasformarono in luoghi di protesta e dissenso all’accaduto.

Oggi, la città natale di King, Atlanta, è una metropoli ricca e multietnica, seppur non esente da episodi di violenza. Infatti, i dati rivelano che in America ogni giorno in media viene ucciso un ragazzo nero da un poliziotto un vigilante. La sicurezza nelle strade è uno degli argomenti principali che la società civile si trova ad affrontare, un argomento scomodo che provoca divisioni e scontri di ideali. Per queste ragioni oggigiorno l’America ha dedicato una festa nazionale e molti monumenti a MLK, nonostante la sua battaglia sia ancora aperta.

 

Ganna Korniychenko

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