La Convention democratica, 25-28 luglio 2016

La scorsa settimana si è svolta la Convention repubblicana a Cleveland (Ohio), che ha confermato la nomina di Donald Trump come candidato ufficiale alla presidenza. Oggi, lunedì 25 luglio, l’attenzione si sposta sulla città di Filadelfia, che ospiterà il convegno democratico. Qui, il candidato in testa – che, diversamente da Trump, ha sempre goduto dell’appoggio del partito – è Hillary Clinton.

La Convention e i delegati

La Democratic National Convention (DNC) si svolgerà nel Wells Fargo Center in una delle più grandi metropoli americane, dal 25 al 28 luglio. Per ottenere la nomina democratica, il candidato dovrà ottenere il voto di ben 2384 delegati (sui 4766 i totali). Da un lato, Hillary Clinton è riuscita a mettere insieme 2220 delegati ‘impegnati’ (pledged delegates) e 591 ‘super-delegati’ (i cosiddetti delegati ‘non legati’, o ‘non impegnati’). Dall’altro, Bernie Sanders ha ottenuto l’appoggio di 1879 delegati (compresi, però, anche i super-delegati). Pertanto, sebbene Clinton non sia ancora il candidato democratico ufficiale, l’ex Secretary of State ha la nomina in pugno. Per raggiungere il minimo di 2384 delegati, infatti, a Clinton basterebbe la conferma di soli 164 (dei suoi 591) super-delegati, che molto raramente si ‘slegano’ dal candidato scelto durante le primarie.

Il programma preliminare

Il Comitato della DNC ha rilasciato un programma preliminare della Convention. Fra gli speakers più noti della prima giornata ci saranno la First Lady Michelle Obama e Bernie Sanders. Meno conosciuta, invece, è Astrid Silva, un’attivista messicana che da anni lotta per i diritti degli immigrati ‘illegali’. Il giorno seguente prenderebbero parola l’ex presidente Bill Clinton e alcuni membri del ‘Mothers of the Movement’ – un gruppo di donne che, dopo aver perso i propri figli, ha fomentato la causa contro la violenza della polizia sui neri, ispirando il noto movimento ‘Black Lives Matter’. Mercoledì sarà, invece, la volta del presidente americano in carica, Barack Obama, e il vice-presidente Joe Biden, mentre a concludere la convention saranno Hillary Clinton e sua figlia Chelsea. Sebbene non sia ancora nel programma ufficiale, sul palco vedremo anche Tim Kaine, il candidato alla vice-presidenza da poco annunciato da Clinton.

La Convention repubblicana e l’attacco a Clinton

Molti dei discorsi della Convention repubblicana sono stati dedicati a Hillary Clinton. Fra gli speakers che si sono scagliati contro la candidata democratica incitando i delegati al grido ‘Lock her up!’ (‘Rinchiudetela’!), abbiamo ascoltato il Governatore del New Jersey Chris Christie, Ben Carson (uno dei candidati repubblicani delle primarie) ed il leader della maggioranza repubblicana in senato McConnell. Molto pesante è stato, inoltre, l’intervento di Patricia Smith, madre di una delle vittime dell’attacco al consolato americano di Benghazi. In lacrime, la signora Smith ha incolpato Hillary per la morte di suo figlio, dichiarando che l’ex ‘segretaria di Stato’ dovrebbe trovarsi in prigione. Tutto ciò, si presume, potrebbe spingere i democratici ad utilizzare gran parte dell’evento di questa settimana per rispondere ai forti attacchi dei repubblicani, magari enfatizzando più i successi politici della Clinton che gli scandali, gli errori ed i clamorosi cambi di posizione.

di Gianmarco Capati

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