L’USO DELL’EVIDENZA NEL CONGRESSO USA: UN RECENTE DOCUMENTO DEL BIPARTISAN POLICY CENTER

 L’USO DELL’EVIDENZA NEL CONGRESSO USA: UN RECENTE DOCUMENTO DEL BIPARTISAN POLICY CENTER

Luglio 2018

 

Introduzione

 

  • Il Bipartisan Policy Center (BPC), fondato nel 2007, ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni di policy sugli ambiti di maggior interesse collettivo che mettano insieme le migliori idee di entrambe le formazioni politiche (Repubblicani e Democratici). Questa organizzazione ha pubblicato tra marzo e aprile un rapporto in due volumi sull’impiego dell’evidenza nel processo decisionale del Congresso (Evidence use in Congress: Challenges for Evidence-Based Policymaking)
  • Nell’attuale 115° Congresso (2017-2019) sono aumentate le proposte legislative che manifestano una crescente domanda di evidenza empirica in relazione alle politiche e ai programmi pubblici. Inoltre, la produzione e l’impiego dell’evidenza è stata incoraggiata nel Bipartisan Budget Act.

 

 

Primo volume

 

  • Il primo volume presenta, in primo luogo, la definizione di evidenza, che può essere sia statistical evidence sia policy-specific evidence.
  • Secondo il BPC, un incremento dell’uso di evidenza in Congresso potrebbe offrire solidi criteri di giudizio utili a prendere decisioni in diversi ambiti dell’attività parlamentare.
  • Il BPC descrive poi i potenziali utenti di un maggior impiego dell’evidenza in ambito parlamentare, per poi soffermarsi analiticamente sugli ostacoli a tale impiego nelle decisioni del Congresso:
    • Inconsistenza degli obiettivi: l’eterogeneità degli obiettivi politici e la necessità di raccordare posizioni diverse può condurre a incertezza nell’esplicitazione degli obiettivi di una politica pubblica;
    • Limitata credibilità: chi produce evidenza deve incoraggiare la fiducia del destinatario nei suoi metodi, analisi e conclusioni;
    • Rilevanza incerta: è necessaria una certa competenza per comprendere la rilevanza dell’evidenza ai fini della decisione.Ostacoli percettivi: riguardano la percezione, in sede parlamentare, dell’utilità, del valore e della credibilità dell’informazione ricavata dall’evidenza. In particolare:
    • Utilità percepita: il decisore può percepire una scarsa utilità dell’informazione, anche in base alla sua formulazione tecnica e al momento decisionale in cui la riceve;
    • Ostacoli istituzionali: categoria di ostacoli allo sviluppo dell’impiego dell’evidenza. Si tratta di:
      • Processi decisionali collaborativi: l’evidenza si affianca ad altre considerazioni e priorità, spesso prevalenti, nell’ambito del processo decisionale;
      • Competenza insufficiente: spesso i decisori non sono in grado di tradurre la validità dell’evidenza in azioni significative nel processo di policy in maniera tempestiva e appropriata;
      • Diverse interpretazione del controllo parlamentare: l’uso dell’evidenza può mutare in base a come il Congresso interpreta il suo ruolo nell’esercizio delle funzioni di controllo;
      • Competizione politica: il Congresso è, per definizione, luogo di competizione e conflitto politico;
      • Distorsioni comunicative con l’esecutivo: distorsioni che possono ridurre la credibilità dell’esecutivo come mediatore di evidenza.
    • Ostacoli sistemici: norme, procedure e meccanismi che caratterizzano il lavoro quotidiano del Congresso e limitano gli spazi di emersione e condivisione dell’evidenza. Emergono così problemo di:
      • Tempestività;
      • Scarsa disponibilità;
      • Disincentivi;
      • Carenza di campioni;
      • Fonti alternative;
      • Limiti cognitivi;
      • Opacità.
    • Il documento propone quindi tre parole chiave che sintetizzano le possibili azioni volte a superare gli ostacoli identificati:
      • Prioritizzazione: istituzionalizzazione dell’evidenza;
      • Intermediazione: rete di connessioni tra chi genera l’evidenza, chi implementa i programmi e i policymakers;
      • Trasparenza: rafforzamento della trasparenza sulle più importanti decisioni di policy, sulla disponibilità dei dati e ricerche sugli specifici temi al fine di rendere evidente il contributo alla qualità dei risultati decisionali di un processo orientato dall’evidenza.

 

 

Secondo volume

 

  • Il secondo volume presenta una serie di proposte concrete volte a incrementare la capacità del Congresso di usare l’evidenza, alcune modifiche istituzionali necessarie a migliorare la trasparenza nei processi decisionali e alcune proposte di innovazione delle procedure del Congresso per promuovere un miglior uso dell’evidenza.
  • Proposte per incrementare la capacità del Congresso di usare evidenza:
  • Definizione di un protocollo per l’uso sistematico dell’evidenza nelle leggi autorizzative di programmi;
  • Formazione all’uso dell’evidenza per la burocrazia e i collaboratori dei parlamentari;
  • Definizioni di un programma di collaborazione del Congresso con esperti e accademici;
  • Maggiore flessibilità per l’assunzione di specialisti del settore;
  • Incremento delle risorse per le agenzie di supporto alla legislazione già esistenti;
  • Creazione di un database di progetti di programmi di intervento pubblico che usano l’evidenza;
  • Collaborazione con l’esecutivo sulle learning agendas e sugli obiettivi prioritari;
  • Richiesta di impegno all’uso dell’evidenza durante le “confirmations”;
  • Attribuzione del compito di produrre evidenza “mirata” ad agenzie esterne;
  • Assegnazione all’esecutivo di risorse sufficienti per la produzione di evidenza.
  • Proposte di modifiche istituzionali per incrementare la trasparenza:
  • Istituzione di una Commissione bicamerale sull’evidenza;
  • Assegnazione al Congressional Research Service delle risorse per eseguire recensioni sistematiche dell’evidenza;
  • Istituzione di un ruolo di Ombudsman per la scienza e l’evidenza.
  • Proposte di innovazioni nelle procedure del Congresso per promuovere l’uso dell’evidenza
  • Conservazione dell’evidenza raccolta durante le audizioni parlamentari;
  • Definizione di piani biennali sull’evidenza per le Commissioni;
  • Allineamento della tempistica delle reauthorizations con la tempistica per la produzione di evidenza;
  • Esecuzione di portfolio reviews per promuovere un ampio uso dell’evidenza;
  • Istituire un ciclo biennale di bilancio del Congresso;
  • Estendere il report del Congressional Budget Office sulle authorizations scadute e in scadenza a due anni.

 

Giorgio Tiberio

 

Il documento originale in PDF

 

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