Women bridge the ocean: Kamala Harris

A una settimana dalla ricorrenza del centenario dell’adozione del XIX emendamento che sancì in Costituzione il voto femminile e il suffragio universale negli Stati Uniti, il candidato democratico Joe Biden annuncia la scelta di Kamala Harris come suo vice presidente. La senatrice Harris, già procuratore generale della California, è la prima donna di colore e il primo individuo di origini indiane ad essere inserita in un ticket presidenziale americano.

La sua nomina, oltre a giocare un ruolo strategico in una disputa elettorale fiaccata dalla pandemia e da una crisi economica dalle proporzioni ancora incerte, ha un peso specifico di primo piano nel dibattito pubblico statunitense.

In primo luogo, la Harris è la terza donna ad essere candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti e, a pochi giorni dalla celebrazione dei cento anni del voto alle donne americane, questo annuncio suona ancora come un traguardo.

Inoltre, Kamala Harris è una donna di colore ed ha origini indiane, nell’America attraversata dal dibattito sulle disuguaglianze e dalle proteste dei movimenti per i diritti civili, la sua nomina è senz’altro una pietra miliare per la politica americana ma anche uno statement del partito democratico. 

Infine, la senatrice è stata procuratore di San Francisco e poi attorney general dello Stato della California. È una donna di legge che descrive sé stessa come un “progressive prosecutor” e il New York Times la definisce una democratica pragmatica e moderata. La Harris ha quindi anche il volto più tradizionale dello stato e della leadership “all’americana”.

Al di là della contesa elettorale, la nomina di Kamala Harris rappresenta un evento storico per la politica e per la società statunitense. Il Centro Studi Americani, da sempre osservatorio italiano della politica d’oltreoceano, nell’ambito del “Women Bridge”, area tematica dedicata al confronto e allo scambio tra esperienze femminili italiane e americane, propone una raccolta di articoli che approfondiscono il significato di questa candidatura non solo per la campagna presidenziale ma anche per la società americana di oggi.

Nei prossimi giorni pubblicheremo le analisi e i commenti dei nostri consiglieri Elisabetta Vezzosi, Professoressa di Storia e Istituzioni delle Americhe presso l’Università degli Studi di Trieste, e Daniele Fiorentino, Professore di Storia degli Stati Uniti presso Roma Tre. 

Avremo inoltre i contributi di Alice Ciulla, Phd e ricercatrice in Storia degli Stati Uniti presso Roma Tre e di Alessia Gasparini e Eric Gad, alunni del Master InsideUSA2020 e giovani autori del podcast di approfondimento sulle presidenziali The Union.

Carlotta Ventura, Former Executive Director Centro Studi Americani

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