Comunali, Schlein festeggia 6 a 0. E a Meloni: non accetta sconfitta

Roma, 25 giu. (askanews) – “È stata una vittoria straordinaria per il Pd e il campo progressista che dà speranza per il futuro e dimostra che le destre si possono battere, uniti”. Elly Schlein festeggia il risultato delle elezioni comunali: “Abbiamo vinto nei capoluoghi 6 a 0. Abbiamo strappato tre capoluoghi alle destre”, dice. E alla premier, Giorgia Meloni che accusa le opposizioni di usare “toni da guerra civile”, la leader Pd replica: “Non sa accettare la sconfitta”.

Schlein non ci sta ad abboccare all’amo della premier che “lancia allarmismi” e cerca di cambiare argomento per “distrarre l’attenzione dai risultati della destra”. E sorride quando le viene ricordato che Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, ieri ha parlato di 4 a 3 sul risultato dei ballottaggi delle amministrative. “Il suo conto è sbagliato, ribalta la realtà come sempre fa la destra”.

Per la segretaria del Pd il successo dei candidati di centrosinistra è un avvertimento al governo di centrodestra e a Meloni: “Stiamo proprio arrivando”. “C’è stata una bocciatura della destra sui territori e anche per le scelte sbagliate del governo Meloni”, insomma “il messaggio degli elettori “è chiaro: basta tagli alla sanità, salari bassi, stop all’autonomia differenziata che vuole spaccare il paese che ha invece bisogno di essere ricucito”. Per Schlein infatti le battaglie condotte unitariamente dalle opposizioni non sono slegate da questo successo alle amministrative: ad esempio quella contro l’autonomia e contro il premierato, con la manifestazione di martedì scorso che ha visto per la prima volta insieme Schlein e Conte sullo stesso palco.

Il risultato delle elezioni comunali “testimonia che il metodo funziona, le persone rispondono. Ma l’unità la fai non cancellando le differenze e puntando su tante questioni su cui siamo d’accordo, c’è tanto in comune da mettere insieme e siamo più forti quando siamo insieme, come sul salario minimo”. Schlein, che si definisce “testardamente unitaria”, ritiene che ora “è più forte la responsabilità di costruire una coalizione alternativa” alla destra e si prepara già alla battaglia per le prossime regionali, entro l’anno si voterà in due regioni Umbria ed Emilia Romagna, ma il vero test sarà quello dell’anno prossimo, nel 2025, quando andranno al rinnovo ben 6 regioni: Campania, Liguria, Veneto, Puglia, Marche, Toscana.

“Dobbiamo abituarci a fare le analisi delle vittorie perché continueremo a vincere – assicura il responsabile enti locali Davide Baruffi – Ora dobbiamo organizzare il campo nuovo, largo del centrosinistra alternativo alla destra in vista delle regionali”.

Intanto proseguiranno le battaglie “nel merito”, quella sulla Bossi-Fini, la legge sull’immigrazione: il Pd ha già pronta una proposta per superarla, che verrà presentata la settimana prossima. Il referendum per abolire l’autonomia su cui si studia il metodo più efficace per arrivare al traguardo, se la raccolta firme o la richiesta da parte di 5 Consigli regionali, come prevede la Costituzione. E poi il premierato che “indebolisce il Parlamento e il capo dello Stato: la democrazia non è acclamare un capo ogni cinque anni ma incidere sulle scelte del parlamento”, ha ribadito oggi.

Ultimo affondo per il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Non è che quando si perde si aboliscono le elezioni, non è che si scappa col pallone in mano, per usare una metafora calcistica – dice Schlein -, non è colpa degli elettori se la destra ha perso, è colpa loro, noi non ci stiamo e troviamo sconveniente, oltre che grave, che la seconda carica dello Stato parli di cambiare le regole, non ha senso delle istituzioni”.