Wimbledon, Sinner: “E’ stata durissima, ora Olimpiadi e Us Open”

Roma, 9 lug. (askanews) – Il cielo è grigio a Londra, Jannik Sinner è abbacchiato quando varca la porta della sala conferenze principale dell’All England Club. Il suo torneo finisce con una analisi, lucida e onesta della sfida di quarti di finale con Daniil Medvedev: “E’ stata durissima – spiega, prima in lingua inglese e poi ai cronisti italiani – , lui ha giocato meglio nei momenti importanti nel terzo set, quello credo sia stato il set più importante. Daniil è stato numero 1, ha vinto molto e sa come gestire tutte le situazioni del campo, gli piacciono gli scambi lunghi, è intelligente e ha praticamente tutte le armi possibili. Oggi ha meritato perché ha giocato meglio nei momenti cruciali. Certo, è dura da digerire ma è un torneo comunque molto positivo, in cui ho battuto gente difficile da superare, soprattutto su erba. La stagione su erba è finita, ora ci sono le Olimpiadi, uno degli eventi principali dell’anno, un ultimo sforzo sulla terra e poi mi concentrerò sugli Us Open e gli altri grandi tornei sul cemento, una superficie su cui mi piace giocare”.

Il match di Sinner è stato caratterizzato da un malessere che nel terzo set lo ha fatto uscire dal campo per una decina di minuti e che lo ha certamente condizionato: “Già questa mattina non mi sentivo bene – spiega – e con la fatica del match le cose sono un po’ peggiorate. Questo però non deve togliere meriti a Daniil che ha giocato una partita molto buona e intelligente. Il MTO? Non volevo uscire dal campo, ma il medico mi ha visto in difficoltà e mi ha detto che sarebbe stato meglio farlo. Non sembravo in grado di continuare e stavo soffrendo un po’ dal punto di vista fisico. Non ho vomitato, mi sono solo preso un attimo di riposo perché mi sentivo un po’ stordito. Quello è stato il momento peggiore; quando sono tornato in campo ce l’ho messa tutta, ero dispiaciuto per il terzo set, per le occasioni che ho avuto. Poi nel quarto set ho alzato il livello e nel quinto set di fatto ho avuto un solo gioco al servizio negativo, ed è quello che ha deciso il match”.

“La notte scorsa non ho dormito bene – aggiunge – , non le ore che avrei voluto, ma può accadere. Ma non era questo problema: piuttosto era il non sentirmi al meglio fisicamente, e questo ti limita contro un giocatore del genere, che ti fa giocare tanto e ti fa correre tanto. Ritirarmi? No, non ci ho mai pensato. Non volevo ritirarmi in un quarto di finale del Grande Slam. Anzi, mi sono sorpreso di esser riuscito a portare il match al quinto, ero ancora nelle condizioni di giocare in qualche modo e piano piano ho anche ritrovato le energie. Due anni fa mi sono ritirato qualche volta ed è una cosa che non mi piace”.

Jannik Sinner ha chiuso il suo Wimbledon mentre Jasmine Paolini festeggiava sul Centre Court la prima semifinale della carriera sulla sacra erba di Londra: “Sono molto contento per lei – dice raggiante – , una semifinale a Wimbledon è una cosa speciale. Io ci sono riuscito l’anno scorso, speriamo che lei riesca a fare un ulteriore passo avanti. Sta vivendo una stagione ottima, ha fatto finale al Roland Garros e adesso qui la semifinale. E’ molto constante e questo è il segnale di una giocatrice forte, quando arrivi sempre in fondo ai tornei trovi tanta sicurezza dentro te stesso”.