Sala 5

L’opera da solista di Giovanni Lanfranco (1582–1647) nel terzo cantiere pittorico di Palazzo Mattei propone, a distanza di quindici anni, ancora episodi della vita di Giuseppe ebreo, nell’ottica di una ricercata continuità tematica con le camere dell’ala orientale, rivolte lungo la via Michelangelo Caetani.
Nella scena dell’incontro tra Giuseppe e la moglie di Potifar, capo delle guardie del faraone, che lo aveva acquistato come schiavo, Lanfranco esalta la narrazione delle virtù del soggetto e quindi dei Mattei. Risulta significativa la derivazione dal modello raffaellesco nelle Logge Vaticane, mentre appare altrettanto rilevante la vicinanza della composizione con il quadro di Ippolito Scarsella (1550 ca.–1620) raffigurante il Noli me tangere, con il quale si instaura un legame non più meramente compositivo ma anche morale.

1615 - Giuseppe e la moglie di Potifar

1615 – Giuseppe e la moglie di Potifar