Storia

Il Centro Studi Americani è uno dei più prestigiosi istituti di studi sugli Stati Uniti esistenti in Europa. Fin dalle sue origini il Centro ha perseguito l’obiettivo di favorire le relazioni tra Italia e Stati Uniti e il dialogo tra la cultura italiana e quella americana. A questo scopo vengono organizzate iniziative rivolte sia a specialisti, sia ad un pubblico più generale, spesso in collaborazione con altre rilevanti istituzioni italiane e statunitensi. Nel corso degli anni si è svolta e continua a svolgersi una ricca attività di seminari, convegni, lectures di qualificati speakers italiani e americani sui temi più attuali della politica e dell’economia internazionale, incontri con esponenti del mondo letterario, giornalistico, artistico, cinematografico statunitense, mostre, proiezioni cinematografiche e concerti.
La Biblioteca, il cui nucleo originale risale al periodo immediatamente successivo alla prima guerra mondiale, offre ai suoi iscritti un ampio patrimonio bibliografico e un numero sempre crescente di risorse elettroniche, che riguardano i molteplici aspetti della storia e della cultura americana e le relazioni internazionali degli Stati Uniti.

1918
1919
1920
1922
1923
1925-1926
1927
1928-31
1932
1935
1936
1937
1941-42
1944-45
1948-49
1953-1959
1961-63

1918

Harry Nelson Gay

H. Nelson Gay fu tra gli animatori della comunità angloamericana a Roma nei primi tre decenni del Novecento, nonché un appassionato cultore di storia del Risorgimento e delle relazioni fra Italia e Stati Uniti. Il corpus bibliografico da lui raccolto nel corso dei suoi studi venne in gran parte donato alla biblioteca dell’Università di Harvard nel 1930 (H. Nelson Gay Risorgimento Collection) e in parte acquisito dallo Stato italiano per l’Istituto per la storia del Risorgimento (1935).

[Foto: H. Nelson Gay, Scritti sul Risorgimento, raccolti e ordinati da Tomaso Sillani, con una premessa del compilatore e una prefazione di Emilio Bodrero, Roma, La Rassegna Italiana, 1937]

La Library for American Studies in Italy

Nel mese di giugno, viene fondata a Roma presso Palazzo Orsini, residenza di Nelson Gay, l’associazione Library for American Studies in Italy, con il progetto di costituire una biblioteca sugli Stati Uniti per il pubblico italiano; i membri fondatori e primi finanziatori furono, oltre a  H. Nelson Gay, l’ambasciatore americano dell’epoca, Thomas Nelson Page, il Colonnello Robert Perkins, Commissario per l’Italia della Croce Rossa Americana, e il suo vice, James Byrne.

A proposito di quest’iniziativa, il 25 luglio 1918 Nelson Gay scrisse ad un suo corrispondente americano, lo storico William Roscoe Thayer: “The enclosed circular will inform you of a new, and I believe a very important institution which has just been born”. La lettera è conservata alla New York Public Library, Manuscripts and Archives Division (“H. Nelson Gay letters to William Roscoe Thayer 1907-1923”)

Nel link un’altra lettera, tratta dal nostro archivio e datata 6 ottobre 1919,  con alcune dichiarazioni importanti di Nelson Gay sulla Biblioteca:

Lettera Nelson Gay. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 7 Library.

[Foto: Ex Libris Harry Nelson Gay]

Unione Italo Americana

Nello stesso anno, sempre a Roma (via del Parlamento, 28) viene fondata l’Unione Italo-Americana, presieduta dal senatore Prof. Francesco Ruffini.

Il concetto animatore dell’Unione si fonda sulla possibilità di una «sincera e proficua collaborazione» tra Italia e Stati Uniti, allo scopo di intensificare le relazioni intellettuali, economico-industriali, artistiche, giuridico-sociali nonché quelle di reciproca conoscenza fra i due Paesi e di informazione mediante la stampa.

L’Unione si ispira alla già esistente Italy America Society, con sede in America, il cui presidente era il giurista e politico statunitense, già governatore dello Stato di New York e candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Charles Evans Hughes.

[Foto:Opuscolo Unione Italo Americana. Archivio Storico CSA, Serie AIA B. 9]

1919

Associazione Italo-Americana

Il senatore Francesco Ruffini, presidente dell’Unione Italo Americana, e l’ing. Dante Ferraris, presidente del Comitato Romano Italo-Americano, stipulano un contratto di locazione con il Banco di Sicilia per l’affitto del primo piano di Palazzo Salviati, in Corso Umberto I a Roma, al fine di stabilirvi la sede dell’American House, ancora in corso di costituzione. L’associazione così formata finirà per aver nome Associazione Italo-Americana (AIA) e i due fondatori si avvarranno della collaborazione dell’avvocato Giovanni Selvaggi e del commissario delegato Omero Ranelletti.  L’attività dell’Associazione è finalizzata all’organizzazione di corsi, eventi e conferenze volti a favorire i rapporti tra Italia e Stati Uniti.

[Foto: Opuscolo AIA Corsi Estivi. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B.9]

 

 

La Library a Palazzo Salviati

Una parte della sede dell’AIA viene affittata alla Library for American Studies in Italy; le due associazioni collaborano, ma sono indipendenti sul piano finanziario e amministrativo.

La collezione libraria comincia a crescere, anche grazie alle donazioni provenienti dal Library War Service, di cui in biblioteca si conservano ancora molti Ex Libris.

Il Library War Service fu istituito dall’American Library Association nel 1917 per fornire servizi di biblioteca ai soldati americani durante la Prima Guerra Mondiale. Tra il 1917 e il 1920, l’ALA raccolse 5 milioni di dollari da donazioni pubbliche, eresse 36 biblioteche da campo, distribuì da 7 a 10 milioni di libri e riviste e fornì raccolte di libri in oltre 500 sedi, tra cui ospedali militari.  Il servizio bellico delle biblioteche ha anche fornito libri in Braille ai soldati resi ciechi in battaglia. I bibliotecari del Library War Service indossavano uniformi, simili a quelle indossate da altri gruppi di volontari come la Croce Rossa americana. Migliaia di biblioteche pubbliche negli Stati Uniti hanno partecipato a questa iniziativa, servendo come punti di raccolta di libri e luoghi per organizzare e promuovere la campagna del Servizio di guerra. Gli sforzi del servizio bellico delle biblioteche alla fine portarono alla creazione di molti servizi bibliotecari moderni, compresa la creazione di dipartimenti di biblioteche nell’esercito, della marina, dell’associazione dei veterani e della marina mercantile.



 

[Foto: Ex Libris Library for American Studies in Italy]

1920

Apertura al pubblico

A settembre, dopo due anni di preparativi, la Biblioteca viene aperta ufficialmente al pubblico, a Palazzo Salviati. Di seguito alcune foto d’epoca dalle quali si evince l’aspetto delle sale della Biblioteca.

La Sala cosìdetta Sala W. Cheney prende il nome dal tenente William Halsall Cheney (1897-1918), il quale prestò servizio in Italia durante la Prima Guerra Mondiale con l’American Air Service. Morì in un incidente aereo a Foggia, durante un’esercitazione, il 20 gennaio 1918. In sua memoria la madre del giovane pilota, Mrs. William H. Schofield, donò alla Library for American Studies in Italy una targa e il mobilio della sala che venne intitolata al suo nome.

Sempre a Palazzo Salviati, il 29 dicembre ha luogo la cerimonia di inaugurazione dell’AIA, alla presenza del nuovo Ambasciatore americano in Italia, Robert Underwood Johnson, e dell’Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, sen. Vittorio Rolandi Ricci.

 

 

[Foto: Opuscolo AIA Corsi Estivi. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B.9]

1922

Corso Estivo di Lingua e Cultura Italiana

L’AIA istituisce il corso estivo di lingua e cultura italiana per cittadini americani, diretto dal prof. Carlo Formichi, in collaborazione con l’Università degli studi di Roma, l’Italy America Society e l’Institute of International Education di New York.

Brochure del Corso Estivo dall’Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 9 Fasc. 12

 

[Foto: Opuscolo AIA Corsi Estivi. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B.9]

1923

Corso Libero di Commercio Italo-Americano

 

Altra fondamentale attività dell’Associazione fu il Corso libero di commercio italo-americano, diretto dall’onorevole Giacomo Acerbo, in accordo con l’Istituto di Scienze Economiche e Commerciali e il Ministero dell’Industria, del Commercio e del Lavoro (Regio Decreto 23 giugno 1923). Il corso conferiva valore ufficiale a relativo diploma ai fini dei concorsi nelle pubbliche amministrazioni.

Corso Libero di Commercio. Dall’Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 3 fasc.6

 

[Foto: Archivio Storico CSA. Serie AIA, B.3]

1925-1926

La fama della Biblioteca si diffonde

La fama della Biblioteca si diffonde, a livello nazionale e internazionale. Ne sono una dimostrazione alcuni articoli e pubblicazioni dell’epoca:

Estratto da “Rivista d’Italia e d’America”, n. XIII-XIV, 1925

[Foto: Foto Articolo Musmanno]

 

1927

Emilio Bodrero presidente AIA

Alla scadenza del mandato del presidente Ruffini, senatore antifascista, viene nominato presidente dell’AIA il sottosegretario alla Pubblica Istruzione del governo Mussolini, Emilio Bodrero.

1928-31

Giuseppe Volpi, Conte di Misurata

Il 19 giugno 1928 il New York Times annuncia che il nuovo presidente dell’Associazione Italo-Americana è il Ministro delle Finanze Giuseppe Volpi, Conte di Misurata, il quale rimarrà in carica fino al 1941.

NYT 19.06.1928 – Count_Volpi_Heads_Italo-Americ

[Foto: Album Archivio Storico CSA. Nella foto da sinistra l’ambasciatore americano Breckinridge Long, Giuseppe Volpi e Alberto Asquini]

L’attività dell’Associazione riceve l’approvazione del Capo del Governo, Benito Mussolini.

Telegramma Mussolini. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 4.

1932

Nelson Gay muore a Montecarlo

Il 12 agosto del 1932 si spegne a Montecarlo Harry Nelson Gay, fondatore della Library for American Studies in Italy.

[Foto: Targa Sala Lettura Centro Studi Americani]

1935

Gorgolini e il CISA a Torino

 

Al termine di una serie di passaggi preparatori, Pietro Gorgolini, amministratore della Società Anonima Casa Editrice Nazionale di Torino (SACEN), fonda nel capoluogo piemontese il Centro Italiano di Studi Americani (CISA), avente per scopo di favorire i rapporti tra l’Italia e tutto il Continente Americano.

Al nuovo istituto viene donata dal Conte Filippo Giordano delle Lanze una biblioteca di americanistica di oltre 10.000 volumi.

 

[Foto: “La Stampa” Venerdì 15 marzo 1935]

1936

Il Centro Italiano di Studi Americani a Roma

Trasferitosi a Roma, il CISA viene eretto in ente morale con R.D. 17 settembre 1936, n. 2027 (pubblicato in G.U. il 1 dicembre 1936, n. 278), sotto il controllo del Ministero degli Esteri.

Con atto notarile 1 luglio 1936 Kirk, procuratore di Breckenridge Long, John Morron e Myron G. Taylor, direttori e unici rappresentanti (Trustees) della Library for American Studies in Italy, donano la Biblioteca al neonato Centro Italiano di Studi Americani. 

L’inaugurazione delle attività nella nuova sede di Palazzo Antici Mattei, concessa in uso dallo Stato, avviene il 7 ottobre 1936 con il primo Convegno nazionale degli Americanisti.

7.10.1936-convegno americanisti

 

[Foto: Targa Palazzo Antici Mattei di Giove, Roma, Ingresso Via dei Funari]

1937

Alberto Asquini Presidente CISA

Estromesso Gorgolini, la presidenza del CISA viene affidata al giurista Alberto Asquini, esponente di spicco del regime fascista, già sottosegretario al Ministero delle Corporazioni, il quale rimane in carica fino al 1943. Dopo il 25 luglio 1943 Asquini aderì alla Repubblica Sociale Italiana. 

A differenza dell’Associazione Italo-Americana, che si occupa di Stati Uniti, il CISA estende il suo ambito di interesse a tutto il continente americano. L’attività si articola attraverso diversi comitati: ai tre comitati scientifici (storico-politico, statistico-economico e di etnologia americana) si aggiungono, nel 1940-41, il comitato di studi peruviani e quello italo-cileno.

1941-42

Asquini e la propaganda fascista

 

 

Nel luglio del 1941, visto l’inasprimento dei rapporti Italia-Stati Uniti, l’AIA sospende ogni sua attività e lascia la sede di Palazzo Salviati.

Con il progredire dell’ostilità della politica del governo fascista nei confronti degli USA, il presidente Asquini fa del Centro uno strumento di propaganda attiva contro gli Stati Uniti e la politica del presidente Roosevelt. L’Annuario CISA 1941-42, intitolato Italia e America nella guerra mondiale, si apre con un duro atto di accusa contro il presidente americano e preconizza la vittoria delle potenze dell’Asse: «Il prossimo annuario sarà pubblicato con la nuova carta politica mondiale, che la vittoria delle armi del Patto Tripartito avrà costruito».

[Foto: Annuario Centro Italiano di Studi Americani 1941-1942]

1944-45

All’indomani della Liberazione

Dopo la Liberazione, d’accordo tra le autorità Alleate e il Ministero degli Esteri, vengono nominati commissari del CISA e dell’Associazione Italo-Americana l’avvocato Giovanni Selvaggi (che aveva collaborato con il senatore Ruffini nei primi anni di vita dell’AIA) ed il prof. Edoardo Ruffini, figlio del senatore Ruffini, che nel 1931 era stato il più giovane docente universitario a rifiutare di giurare fedeltà al fascismo e a perdere la cattedra.

Con Decreto del Ministero degli Esteri 28 agosto 1944 si dichiara sciolto il Consiglio dei Soci Fondatori dell’AIA in favore della nuova gestione commissariale, che rimane in carica fino al 16 marzo 1945.

L’Associazione Italo-Americana riprende le sue attività a Palazzo Antici Mattei presso il CISA, il quale continua ad esistere giuridicamente, ma le cui funzioni vengono di fatto esercitate dall’AIA. Al vertice dell’AIA vengono eletti: presidente, l’insigne giurista e uomo politico Vittorio Emanuele Orlando, già presidente del Consiglio “della Vittoria” (1917-1919), deputato all’assemblea costituente (1946-47) e senatore durante la prima legislatura repubblicana; vice-presidenti, il prof. Edoardo Ruffini e l’avvocato Giovanni Selvaggi.

[Foto: Vittorio Emanuele Orlando]

1948-49

La ripresa nel dopoguerra

Gradualmente, riprendono le attività culturali dell’AIA, in collaborazione con l’Ambasciata americana a Roma, il cui Cultural Attaché, prof. Charles Rufus Morey, è membro degli organi direttivi dell’associazione.

Nel 1949 viene nominato Vicepresidente e Presidente del Comitato esecutivo Raffaele Mattioli, il «banchiere umanista» alla guida della Banca commerciale italiana. Mattioli si adopera per la ripresa delle attività culturali e per l’incremento e l’aggiornamento della Biblioteca, che in quello stesso anno viene riaperta al pubblico.

Sempre nel 1949 si costituì un Consiglio per gli Studi Americani, composto dall’AIA, l’Università di Roma, l’Ufficio culturale dell’Ambasciata USA e la Commissione Americana per gli scambi culturali con l’Italia.

Il Consiglio svolse un’intensa attività di organizzazione culturale in collaborazione con il Programma Fulbright e con università e fondazioni americane, alle quali parteciparono professori, studiosi e artisti italiani e statunitensi (proiezioni di documentari americani, mostre fotografiche, lezioni e conferenze di argomento linguistico e letterario, giuridico, storico ed economico).

Relazione attività AIA 1949. Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 29

[Foto: Raffaele Mattioli]

1953-1959

Il Consiglio per gli Studi Americani

Il Consiglio per gli Studi Americani diventa un organismo via via più autonomo, con l’obiettivo di promuovere a livello universitario un programma di studi americani in Italia. Nel 1959 il Consiglio si insedia presso la sede dell’AIA e del CISA.

[Foto: Archivio Storico CSA. Serie AIA, B. 19]

 

 

1961-63

Alberto Tarchiani e il Centro di Studi Americani

Il Consiglio si costituisce legalmente come Associazione, con il nome di Centro di Studi Americani. L’Assemblea dei Soci, composta dall’Ambasciatore Alberto Tarchiani, dalla direttrice del Programma Fulbright Cipriana Scelba, dal Segretario generale della Società per l’organizzazione internazionale Umberto Morra di Lavriano, dai professori Paul M. Roberts, Fernando Ferrara, Elémire Zolla, Nicola D’Agostino, Biancamaria Tedeschini Lalli, dall’avvocato Vittorio Simoncelli Scialoja e dalla dott.ssa Elena Potsios, elegge il Comitato Direttivo, composto da Paul Roberts, Umberto Morra, Nicola D’Agostino, Vittorio Simoncelli Scialoja e Biancamaria Tedeschini Lalli; presidente viene nominato Alberto Tarchiani, l’«ambasciatore della “nuova Italia” a Washington» .

Nel 1963, su proposta del Ministro della Pubblica istruzione, al Consiglio – con la sua nuova denominazione di Centro di Studi Americani – viene riconosciuta personalità giuridica (D.P.R. 22 ottobre 1963, n. 1842, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 334 del 27 dicembre 1963).

[Foto: Album Archivio Storico CSA. Nella foto Alberto Tarchiani e la prof.ssa Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli]

Progetto a cura dell’Archivio Storico e Biblioteca del Centro Studi Americani (dott.sse Sara Ammenti, Annalisa Capristo, Sabina Carbone)