Calcio, Malagò-Figc, il Coni verso il commissariamento – La vicenda
Roma, 6 ott. (askanews) – La vicenda Malagò e Figc nasce dall’elezione del 22 giugno, quando Giovanni Malagò viene eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti. Al centro della disputa c’è il tesseramento federale: l’articolo 29 dello statuto Figc prevede che chi si candida alle cariche federali sia “in regola con il tesseramento” alla data della candidatura. La Figc ha sostenuto che la norma non imponesse un tesseramento già perfezionato, mentre la Procura generale dello Sport ha considerato il requisito indispensabile e preventivo.
La questione è così arrivata al Coni, che nelle ultime ore ha cercato una soluzione per evitare un lungo contenzioso. Questa mattina il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha incontrato Malagò e, al termine del confronto, è maturata l’ipotesi di un accordo. La Giunta nazionale del Coni ha quindi approvato all’unanimità, con 15 voti su 15, la proposta di commissariamento della Figc indicando proprio Malagò come commissario.
Ora il passaggio decisivo è quello del Consiglio nazionale del Coni, convocato alle 14. I 77 membri aventi diritto al voto sono chiamati a ratificare la proposta della Giunta. Tra loro anche Gregorio Paltrinieri, che prima della riunione ha spiegato di avere studiato la vicenda e di aver maturato una posizione favorevole a Malagò: “Ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro in tanti anni di sport, merita di proseguire come presidente Figc”.
Se il Consiglio confermerà il commissariamento, si aprirà una fase transitoria. L’ipotesi sul tavolo prevede un mandato di circa 90 giorni, anche se il regolamento non fissa un limite temporale preciso. Il compito del commissario sarà quello di gestire la Federazione e accompagnarla verso nuove elezioni, definendo nel frattempo gli obiettivi e i tempi del mandato.
Malagò potrebbe assumere temporaneamente il ruolo di commissario, regolarizzare la propria posizione federale e poi presentarsi nuovamente alle elezioni (probabilmente da candidato unico) con i requisiti richiesti. Non si tratterebbe quindi di una conferma automatica della presidenza, ma dell’apertura di un nuovo percorso elettorale.
Sul fronte opposto, la Figc ha finora difeso la validità dell’elezione, sostenendo anche che eventuali contestazioni dovessero essere presentate entro i termini previsti dalle procedure. La Lega Serie A ha espresso il proprio sostegno a Malagò e si è detta contraria al commissariamento, richiamando anche il principio dell’autonomia del calcio.
Il nodo del tesseramento, che ha aperto la vicenda, potrebbe così essere affrontato attraverso una nuova candidatura, questa volta con tutti i requisiti formali necessari.
