Dombrovskis: per Rearm EU valutiamo Bei, fondi coesione e Mes
Roma, 10 mar. (askanews) – L’attivazione delle clausole nazionali di sospensione del Patto di stabilitĂ e un nuovo strumento comune (da 150 miliardi di euro) per finanziarie prestiti agli Stati membri, garantiti dal bilancio comunitario, ma non solo: per raggiungere gli 800 miliardi annunciati per finanziare l’aumento delle capacitĂ nazionali di difesa, la Commissione europea sta valutando una molteplicitĂ di strumenti con cui poter facilitare gli investimenti nel settore militare da parte dei paesi membri. Lo ha spiegato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis che ha citato anche la possibilitĂ di una “flessibilitĂ aggiuntiva nell’uso dei fondi di coesione Ue”, che sarebbero re-indirizzati sempre verso la spesa in difesa e sicurezza.
“E stiamo anche valutando un ruolo della Banca europea degli investimenti, la Bei che sta giĂ lavorando su piani di azione per difesa e sicurezza”, ma che dovrĂ modificare per questo il suo statuto. Inoltre, a Bruxelles “stiamo valutando cosa possa essere fatto per mobilitare capitale privato, e non ci dobbiamo dimenticare delle capacitĂ che ci sono nel Meccanismo europeo di stabilitĂ ”, ha detto nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.
Quindi il “famigerato” Mes, il “fondo salva Stati” su cui si è creato un caso nell’Ue per la mancata ratifica della sua riforma da parte dell’Italia. Secondo Dombrovskis le dotazioni del Mes “potrebbero essere utilizzate in questo ambito”.
L’unica strada che la Commissione europea esclude, almeno per ora, è quella di una nuova revisione delle regole comuni sui conti pubblici: “non lo stiamo suggerendo, perchĂ© abbiamo concluso questa revisione” del Patto di stabilitĂ “da meno di un anno, e poi perchĂ© richiederebbe piĂą tempo per la discussione e per il processo legislativo, mentre è adesso che dobbiamo reagire. Per questo proponiamo di usare la flessibilitĂ che c’è giĂ nelle regole”.
“Sulla flessibilitĂ addizionale attivando le clausole nazionali di sospensione del Patto faremo una comunicazione per i Paesi membri, perchĂ© spetterĂ agli Stati richiederne l’attivazione. Noi auspichiamo che avvenga con un coordinamento su tempi e modalitĂ ”, ha proseguito. “E stiamo indicando i termini su tempistica e modalitĂ anche per includere delle considerazioni sulla sostenibilitĂ dei conti pubblici”.
Mentre per il nuovo strumento comune di finanziamento da 150 miliardi di euro “la nostra proposta sarĂ di stabilirlo in base all’Articolo 122 del Trattato” sul funzionamento dell’Unione, “fornendo agli Stati membri prestiti garantiti dal bilancio Ue”. (fonte immagine: European Union).


