Bce, Lane: nuovo shock energia richiede risposta monetaria misurata

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Roma, 5 ott. (askanews) – La politica monetaria appropriata per fare fronte a questa seconda ondata di shock sull’energia, che avviene assieme a una serie di altri fattori rilevanti, deve essere “una risposta misurata per mantenere l’inflazione sotto controllo. È stato prudente alzare i tassi dal 2% al 2,50% a giugno e settembre, dato lo shock di offerta sull’energie e altri sviluppi. Tuttavia non siamo su un percorso predeterminato dei tassi”. Lo ha affermato il capo economista della Bce, Philip Lane, intervenendo alla conferenza annuale sulla politica monetaria in corso a Francoforte.

Nel suo intervento Lane ha illustrato la valutazione che la recente ripresa dei prezzi dell’energia “può essere interpretata come una seconda ondata di shock sull’offerta, dopo il balzo iniziale all’inizio della conflitto in Medioriente e il temporaneo calo durante l’estate. Inoltre – ha proseguito – per monitorare la trasmissione della prima ondata, è essenziale valutare se la seconda ondata opererà in maniera più energica rispetto alla prima, sia sui livelli di attività, sia sulle dinamiche di inflazione”.

Tuttavia, “una serie di altre forze, dalle politiche di bilancio, all’intelligenza artificiale, alle condizioni finanziarie stanno anche definendo il prodotto e le dinamiche di inflazione nell’area euro, sia in maniera diretta, sia tramite le loro interazioni con lo shock dell’energia. Questo – ha detto l’economista irlandese – significa che la politica monetaria appropriata non dovrebbe essere interpretata unicamente come guidata dallo shock sull’energia, ma piuttosto richiede una diagnosi ad ampio spettro”..

Sulla crescita economica nello specifico, se finora ha mostrato una tenuta nel corso di quest’anno, “bisogna rilevare che l’intonazione di bilancio è prevista virare dal positivo del 2026 al negativo nel 2007 e 2028. E che i recenti aumenti cospicui sui tassi di interesse sul lungo termine rallenteranno la crescita”. Nel frattempo l’IA “continua a rappresentare un rischio a due facce: il contributo positivo agli investimenti, i servizi e alle esportazioni è stato un sostegno benvenuto, ma il boom sta anche mettendo pressioni di lungo termine sui tassi di interesse”.

“Mettendo tutto assieme, questo significa che restiamo sul percorso mediano per la politica monetaria, in cui una risposta misurata è appropriata per tenere l’inflazione sotto controllo. Prenderemo le nostre future di decisioni sui tassi volta per volta – ha ribadito l’esponente della Bce – sulla base dei dati, usando un quadro di analisi ampio e rigoroso su una vasta gamma di informazioni, per tenere conto delle evidenze in relazione allo shock che spinge le deviazioni dell’inflazione, la portata delle quali è un segno che i prezzi relativi si stanno trasformando in dinamiche inflazionistiche più ampie”.

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