Calcio, Tebas attacca la Fifa, “Bugie che distruggono il calcio”

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Roma, 21 lug. (askanews) – Duro attacco del presidente della Liga Javier Tebas alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino all’indomani della conclusione del Mondiale 2026. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il numero uno del campionato spagnolo ha accusato la federazione internazionale di prendere decisioni nell’esclusivo interesse della competizione iridata, a discapito dell’intero sistema calcistico.

Secondo Tebas, il successo della Spagna campione del mondo è il risultato di un modello fondato sul lavoro condiviso tra club, Liga e federazione, con una particolare attenzione alla formazione dei giovani e alla sostenibilità economica. “Dal 2013 la Liga impone limiti salariali rigorosi ai club. Questo li spinge a investire nei vivai e a valorizzare il talento nazionale. Non si vincono Mondiali, Europei e titoli giovanili per caso”, ha spiegato.

Nel mirino del dirigente spagnolo sono finite anche alcune delle novità introdotte durante il Mondiale. Tebas ha definito “una menzogna” le pause per l’idratazione, sostenendo che in molti stadi statunitensi le condizioni climatiche non le rendessero necessarie e che fossero invece funzionali agli spazi pubblicitari. Critiche anche all’intervallo della finale, prolungato fino a oltre 27 minuti per lo spettacolo dell’halftime show.

Il presidente della Liga ha poi contestato la gestione del caso Balogun, definendolo l’esempio di una Fifa che “fa e decide ciò che vuole quando vuole”, senza confrontarsi con gli altri protagonisti del calcio. “La sospensione della squalifica del giocatore americano è stata di una gravità assoluta”, ha affermato, sostenendo che solo l’eliminazione degli Stati Uniti abbia evitato conseguenze ancora più pesanti.

Tebas ha inoltre ribadito la propria opposizione all’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre. “L’industria del calcio non è solo la Coppa del Mondo. Sono i campionati nazionali a sostenere questo sport e a creare decine di migliaia di posti di lavoro. Continuando ad allargare il torneo si finisce per danneggiare il calcio di tutti i giorni”, ha dichiarato.

Infine l’affondo nei confronti di Infantino: “Secondo me ha fatto il suo tempo e dovrebbe andarsene. Ma ha l’appoggio del sistema e delle federazioni. Molti lo criticano in privato, però poi nessuno fa nulla. È un sistema malato alla fonte”.

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