Confcommercio, Sangalli: la tecnologia deve servire l’uomo
Roma, 15 ott. (askanews) – “L’economia reale non potrà fare a meno degli algoritmi, ma non si riduce ad un algoritmo. Per questo le associazioni di rappresentanza degli interessi delle imprese hanno oggi un compito storico: tenere tutto insieme riaffermando che la tecnologia deve servire l’uomo e non il contrario”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli intervenendo all’apertura del XVII Forum nazionale dei Giovani Imprenditori dell’associazione, a Milano.
“Lo strumento privilegiato dove questo si realizza – ha aggiunto – è al cuore del nostro lavoro: la contrattazione collettiva che della rappresentanza definisce perimetri e potenzialità. I nostri contratti, quelli di Confcommercio, interessano oltre il 90% delle imprese italiane del terziario e sono circa un’altra decina i contratti di settore di cui siamo protagonisti nel mercato. Insomma, il sistema contrattuale di Confcommercio complessivamente interessa circa 5 milioni di lavoratori, ai quali offre anche un irrinunciabile sistema di welfare integrativo dalla previdenza alla formazione fino alla sanità”.
“Siamo consapevoli – ha spiegato il presidente – che stiamo per affrontare un tempo di un cambiamento radicale del mercato del lavoro. Ed è per questo che è tanto più importante che chi come noi è rappresentanza consolidata, direi storica, nel Paese, sia anche partecipata dai protagonisti di questi cambiamenti radicali, cioè voi. Vogliamo essere una casa, una voce per le nuove imprese. A queste imprese vogliamo dire: non combattiamo per voi, ma combattiamo con voi, per usare le parole indimenticabili della mia amica Emma Bonino”.
Sangalli infine ha parlato della necessità di “governare attraverso la rappresentanza e la negoziazione”.
