Conti pubblici, Conte: governo disastroso, Italia resta in gabbia

4 ore fa

Roma, 22 set. (askanews) – “I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione, mentre siamo esposti alle crisi economiche generate da guerre su cui la premier in alcuni casi fa ‘scommesse’ e in altri ‘non condanna e non condivide’”. Così su Facebook il leader del M5s Giuseppe Conte.

“Bisogna agire in fretta: vanno subito rivisti e tagliati i programmi di riarmo e di impattante aumento della spesa militare per recuperare risorse. Bisogna – prosegue – puntare su investimenti e crescita e prendere i soldi dove ci sono per investimenti mirati e dare sollievo agli italiani dimenticati negli ospedali, nella busta paga, al distributore. E sblocchiamo subito i 13 miliardi bloccati dalla propaganda sul Ponte dello Stretto (la prima pietra è stata un’inchiesta per corruzione). Possiamo recuperare risorse anche dagli extraprofitti dei colossi delle armi e dell’energia che incassano dai rincari, da banche che hanno incamerato 160 miliardi di utili fra 2022 e 2025. E poi aggrediamo la finanza speculativa che premendo un bottone sposta milioni e paga meno della metà delle tasse di un lavoratore dipendente che vede il carrello della spesa aumentare del 30%. Dal nostro programma a Nova sono arrivate dai cittadini varie proposte per recuperare risorse e per fare quel che serve davvero. Serve un fondo di sviluppo che faccia crescere imprese, lavoro e investimenti spingendo enti istituzionali, fondi e risparmiatori a scommettere sull’Italia con la giusta remunerazione e riaccendere i nostri motori. Serve togliere la zavorra dei costi energetici che sta tenendo al palo le aziende. Diamo una boccata di ossigeno attraverso il taglio delle tasse sulle famiglie più in difficoltà e sul ceto medio, una ‘Irpef generazione’ che rende più pesante per almeno 5 anni lo stipendio dei giovani ai primi impieghi, incentivi sullo stile di Transizione 4.0 alle imprese per tagliare bollette, crescere e creare lavoro. È arrivata la proposta di istituire un fondo perequativo per finanziare la sanità pubblica alimentato dalla sanità privata. Invece ora che stanno facendo? Definanziano sanità e scuola, hanno il record di pressione fiscale e per fare una mini esenzione del bollo nell’anno elettorale prendono i soldi legati al Pnrr (che noi abbiamo conquistato e loro nemmeno volevano), tagliano altre spese per cittadini e imprese. Voltare pagina si può. Voltare pagina è necessario”, conclude.

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