SalinadocFest 2026, premio IRRITEC alla regista iraniana Sepideh Farsi

36 secondi fa

Roma, 11 lug. (askanews) – Unire l’impegno sociale d’impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, nel cuore della 20esima edizione del SalinaDocFest – la grande manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani – sarà consegnato sabato alla regista iraniana Sepideh Farsi il prestigioso Premio IRRITEC 2026 da Giulia Giuffrè, responsabile della Sostenibilità e consigliere di amministrazione di Irritec e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo straordinario film-manifesto “Put Your Soul on Your Hand and Walk” (Prendi in mano l’anima e cammina), che sarà proiettato dopo la cerimonia all’interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: “Irrigare la cultura come si irriga la terra”, valorizzando l’arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come “un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio”.

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all’annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

“Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso”, spiega Sepideh Farsi. “Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato”. Un’opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo”.

Giulia Giuffrè, nella doppia veste di responsabile della Sostenibilità e consigliera di amministrazione di IRRITEC e di presidente dell’Associazione SDF, ha così commentato l’iniziativa: “Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall’altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società”.

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest’anno il prestigioso traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani.

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