Stellantis: a Mirafiori torna la cassa dopo quasi 9 mesi

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Milano, 22 set. (askanews) – Torna la cassa integrazione alle Carrozzerie di Mirafiori. Stellantis ha comunicato ai sindacati il ricorso agli ammortizzatori sociali dal 19 al 30 ottobre sulla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida, con 1.074 lavoratori interessati.

La cassa torna dopo quasi nove mesi: il contratto di solidarietà sulla produzione della 500 era terminato il 31 gennaio. Da marzo l’aumento dei volumi aveva consentito anche l’introduzione del secondo turno.

Nel primo semestre Mirafiori ha prodotto 36.048 vetture, +135% rispetto alle 15.315 dello stesso periodo del 2025, secondo la Fim-Cisl. “Siamo di fronte ad una situazione complessa – ha sottolineato un portavoce di Stellantis – nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”.

Da giugno, però, l’attività ha proceduto a singhiozzo. Tra fine giugno e settembre risultano 19 giorni di stop produttivo, oltre alle quattro settimane di pausa estiva. I fermi sono stati attribuiti alla mancanza di componenti dei motori e gestiti senza ricorrere alla cassa. A settembre la produzione si è fermata, tra l’altro, dal 2 al 4 e nuovamente il 7 e l’8.

La Fiom di Torino contesta la spiegazione legata ai componenti e attribuisce gli stop alle “scarse vendite dell’unico modello prodotto”. Per Edi Lazzi e Gianni Mannori “un solo modello non basta” e la cassa mette a rischio anche la conferma dei circa 400 interinali delle Carrozzerie. Fiom ricorda inoltre che Mirafiori entra nel diciannovesimo anno consecutivo con lavoratori coinvolti negli ammortizzatori sociali.

Anche la Uilm chiede un secondo modello. Per Gianluca Ficco e Luigi Paone il ritorno della cassa conferma “la necessità di allocare nello stabilimento torinese la produzione di un secondo modello” per arrivare a una stabile saturazione.

Le fermate rendono sempre più difficile il raggiungimento dell’obiettivo iniziale di circa 100mila vetture nel 2026. Già a fine maggio Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, aveva spiegato a Torino che il target dipendeva dalla dinamica del mercato, senza garantirne il raggiungimento.

A giugno Gaetano Thorel, allora responsabile Fiat e Abarth Europa, aveva indicato come più realistico un livello intorno alle 80mila unità, pur lasciando aperta la possibilità di avvicinarsi alle 100mila con nuove versioni. Una stima analoga è stata successivamente avanzata dalla Fim-Cisl.

Stellantis lega le difficoltà di Mirafiori anche a un mercato europeo ancora circa un quinto sotto i livelli pre-Covid, alla concorrenza extra-Ue e alla minore competitività europea. Per gli stabilimenti italiani pesa inoltre, secondo il gruppo, il costo dell’energia.

L’azienda rivendica comunque di avere “messo in sicurezza e rilanciato” gli stabilimenti italiani, “a partire da Mirafiori”. Nel polo torinese, oltre alla 500 ibrida, Stellantis produce i cambi elettrificati e-Dct e ha sviluppato il Circular Economy Hub e il Battery Technology Center. Nel 2027 è previsto un aggiornamento della 500 elettrica, mentre dal 2030 arriverà la nuova generazione del modello.

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