Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, un ricordo della Professoressa Maria Anita Stefanelli

Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli ha svolto un ruolo cruciale in seno alla Facoltà di Magistero e all’Ateneo ‘La Sapienza’ (dove è iniziata la sua carriera) in favore di una didattica innovativa orientata allo sviluppo dell’interazione tra studio letterario e linguistico. Convinta della capacità della parola letteraria di misurarsi con le innovazioni tecnologiche, ha aperto la via, nei primi anni Settanta, a ricerche di linguistica computazionale collaborando con il Centro Nazionale di Calcolo Elettronico (CNUCE) di Pisa alla lemmatizzazione del poemetto epico Paterson dell’americano William Carlos Williams. Si è impegnata, in seguito, alla costituzione di un laboratorio linguistico e, una volta eletta Rettore di Roma Tre, di un Centro Linguistico di Ateneo. Nel settore di sua competenza – l’americanistica –si è occupata dell’identità disciplinare di quella cultura fin da giovanissima avviando, sulla base dell’esigenza acutamente sentita dai docenti e ricercatori formatisi su quella letteratura e quella cultura, la discussione e la pratica accademica necessarie per distinguerla, nell’espressione e nello spirito, dalla produzione degli scrittori delle isole britanniche. Ai giovani studiosi ha costantemente rivolto l’attenzione favorendone la formazione internazionale e incoraggiando, dall’interno della commissione didattica di Ateneo e di programmi istituzionali, l’offerta di borse di studio per ricerche su suolo statunitense. Ha altresì lavorato, peraltro, al consolidamento dei rapporti internazionali con prestigiose università attraverso accordi e convenzioni diretti a coinvolgere colleghi e studiosi della disciplina.
L’originalità del suo lavoro scientifico è fuori discussione se si pensa alla sua prima monografia dedicata a H. D. Thoreau, fino ad allora alquanto trascurato dai traduttori italiani, il cui approccio alla natura troverà in Gary Snyder un epigono moderno e la cui protesta prelude all’azione pacifista di Gandhi e alla rivoluzione culturale dei Beat. Di un altro autore che riconobbe il Maestro nel filosofo del trascendentalismo, R. W. Emerson, Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli si è occupata successivamente al lavoro su ‘I Puritani’, cui va riconosciuto il merito di aver ricondotto studenti e studiosi alla conoscenza delle origini della letteratura americana – Walt Whitman. L’indagine ha attraversato nel tempo il confronto della studiosa Tedeschini Lalli con l’America: il linguaggio è lo spot dove s’incarna la contemporaneità e la letteratura che ne deriva è la storia presente della Nazione, ciò che rende l’America impossibile da afferrare, una utopia perpetua che muta perpetuamente. Scavalcando il secolo, Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli focalizza lo sguardo critico sugli anni Trenta scegliendo di concentrarsi sugli scritti di John Dos Passos, sperimentatore di tecniche di scrittura giornalistica e campione del realismo socialista grazie al quale gli scrittori della Depressione, la fase storica più critica dalla fondazione degli Stati Uniti, presero coscienza dei valori umani e sociali da rifondere nella letteratura che accolse problematiche e politiche della cultura proletaria, di cui fu epigone, tra le donne, Josephine Herbst, giornalista e scrittrice di fede marxista. I meriti scientifici di Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli sono anche evidenti nella scrittura e nelle sue cure di lavori incentrati sulle donne e sul gender, a cominciare dalle prospettive critiche su Emily Dickinson dei primi anni Sessanta per continuare con – a trenta anni dalla morte – Gertrude Stein, dichiarata praticante dell’omosessualità, indefessa sperimentatrice di linguaggio, intima di Picasso e Matisse, madre spirituale, tra gli altri, di Sherwood Anderson, Hemingway e Fitzgerald, precursora delle scelte stilistiche di un Dos Passos e un Erskine Caldwell e, da più lontano, di scrittori come Faulkner e Steinbeck a figure femminili poco conosciute, autrici minori di opere divulgative così come donne tutt’altro che evanescenti.

Bibliografia
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, Henry David Thoreau. Roma, Biblioteca di Studi Americani, 1954.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, Emily Dickinson. Prospettive critiche. Firenze, Le Monnier, 1963.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, I Puritani. Bari, Adriatica,1965.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, John Dos Passos, Firenze, La Nuova Italia, 1968.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, a c. di, Gertrude Stein e l’esperimento dello scrivere, Napoli, Liguori, 1976.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, “Utopia in the Present Tense: Walt Whitman and the Language of the New World” in M. Camboni, a c. di, Utopia in the Present Tense: Walt Whitman and the Language of the New World. Roma, Il Calamo, 1994, pp. 15-34.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli & M. Vaudagna, Brave New Words: Strategies of Language and Communication in the United States of the 1930s, Amsterdam, 1999 (saggio su Josephine Herbst).
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, [saggio su W.W.] in M. Camboni, a c. di, Walt Whitman e la lingua del mondo nuovo. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2004.
Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, a c. di e tr. Ariodante Marianni, Walt Whitman. Foglie d’erba. Milano, BUR, 1990.
M. Camboni, G. Sacerdoti Mariani, BTL, Words at War. Parole di guerra e culture di pace nel «primo secolo delle guerre mondiali». Le Monnier Università, 2005.

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