Strategic Dialogues: “La NATO tra Difesa europea e sfide globali”

di Alessandro Strozzi, Junior Fellow del Centro Studi Americani

“The secret of Nato’s longevity is its adaptability”. Così ha inizio l’articolo del Financial Times scritto lo scorso maggio da Annegret Kramp-Karrenbauer (a seguire AKK), Ministro della difesa tedesco dal 2019. Adaptability, dunque resilienza, la parola chiave. La stessa che ha informato il dialogo tra AKK e il Ministro della difesa italiano Lorenzo Guerini in occasione del terzo Strategic Dialogue “La Nato tra Difesa europea e sfide globali”, organizzato da Konrad Adenauer Stiftung, Formiche e Centro Studi Americani. Gli interventi introduttivi di Flavia Giacobbe (Direttrice Formiche ed Airpress) e di Nino Galetti (Direttore Konrad Adenauer Stiftung) hanno arricchito il dibattito, insieme alla preziosa moderazione di Marta Dassù (Board Centro Studi Americani).

Nell’attuale contesto storico e politico, fluido ed instabile, è cruciale discutere del futuro dell’Alleanza Atlantica e della difesa comune europea. L’Unione Europea (UE) deve fronteggiare molteplici sfide che necessitano di un rinnovato slancio verso una difesa comune, sinergica alla NATO, per mitigare con successo il crescente numero di minacce per la sicurezza dell’occidente.

Secondo AKK una delle sfide salienti che deve informare la concertazione atlantica, europea e bilaterale è rappresenta dalla Cina. Definita avversario sistemico, intende marginalizzare stato di diritto e democrazia con i suoi successi economici. Nonostante il Dragone rappresenti un partner economico fondamentale ed un alleato imprescindibile nella risoluzione di criticità globali come il clima, si tratta di un paese che persegue con preoccupante aggressività i suoi interessi nazionali, espandendo la propria influenza sia in Africa che in Europa. La Cina deve essere affrontata con un approccio aperto al dialogo, ma determinato: non cedere terreno nelle organizzazioni internazionali e tutelare investimenti e interessi commerciali tout court, attraverso accordi come il Comprehensive Agreement on Investments (CAI).

Altra sfida per NATO ed UE è la Russia, che secondo il Ministro AKK assume sempre più i connotati di polo antidemocratico. L’Orso russo ha destinato molte risorse all’ammodernamento delle sue forze armate, dando priorità al suo arsenale nucleare e alla cyber warfare.

Terza sfida per l’occidente si sviluppa lungo fianco sud europeo, tra Mediterraneo e Nord Africa, dove apparati statali e burocratici deboli, insieme al terrorismo islamico in crescita, fungono da fattori destabilizzanti. Guerini è concorde sulla fragilità che permea il fianco sud, ricordando la presenza militare russa e la penetrazione commerciale cinese.

In questo contesto geo-strategico, Italia e Germania devono interrogarsi sulla postura che vogliono assumere. Per il Ministro AKK due sono i traguardi su cui è necessario focalizzare gli sforzi:

  • L’adozione dello Strategic Compass, documento strategico che ha l’ambizione di formulare una analisi dei rischi per sicurezza dell’UE e trovare obiettivi strategici chiari e condivisi. Esso verrà promosso durante il semestre europeo a guida francese nel 2022 e costituirà un’evoluzione della EU Global Strategy (EUGS) del 2016;
  • Il vertice NATO del 14 giugno a Bruxelles, che approverà il nuovo concetto strategico dell’alleanza. Il Summit farà tesoro dei risultati del progetto NATO 2030 promosso dal Segretario Generale Jens Stoltenberg a partire da dicembre 2019. Tale iniziativa, culminante in un rapporto pubblicato a dicembre 2020, mira al continuo adattamento dell’Alleanza nel corso del prossimo decennio.

La cornice in cui lo Strategic Compass ed il vertice NATO deve essere sinergica: l’UE necessita certo di una maggiore autonomia strategica, ma non certo per agire indipendentemente dagli Stati Uniti. La prospettiva adeguata è piuttosto una NATO più equilibrata e coesa grazie ad un’Europa più forte.

La resilienza dell’azione strategica europea potrà essere, secondo il Ministro AKK, solo il frutto di una maggiore coesione tra gli Stati Membri. Coesione, ecco l’altro concetto chiave che Italia e Germania devono promuovere all’interno di NATO ed UE, per proteggere i valori occidentali di rule of law, diritti umani e democrazia: difatti, non necessariamente questi saranno globalmente condivisi o accettati.

Anche per il Ministro Guerini quella della resilienza è un’esigenza condivisa da tutti i membri della NATO, di fronte a minacce che sono multidimensionali, non solo in chiave militare (5 domini: terra, mare, cielo, cyber, spazio), ma anche settoriale (politiche, diplomatiche, militari, economiche).

Più volte l’Alleanza in passato si è evoluta per adattarsi al contesto geopolitico. Anche qui emerge la resilienza, come capacità di auto rinnovamento, di cui dovrà dotarsi anche l’Unione Europea, per definire il suo ruolo globale attraverso lo Strategic Compass. Il Ministro della difesa italiano rimarca quanto lo sviluppo della difesa europea debba essere funzionale alla resilienza della NATO: sinergie e non duplicazioni, attraverso un dialogo costante e trasparente che valorizzi le eccellenze delle due organizzazioni. La trasparenza e l’apertura al dialogo saranno essenziali per far emergere con chiarezza le differenze di valutazione strategica tra gli alleati: solo così si potranno determinare obiettivi chiari e condivisi.

Gli Stati Membri saranno presto chiamati a confrontarsi con limitazioni ai finanziamenti per la difesa a causa di una congiuntura economica delicata, che la pandemia ha notevolmente aggravato. La lettera congiunta del maggio scorso — indirizzata all’Alto Rappresentante Joseph Borrell ed ai Ministri della Difesa dell’Unione Europea — firmata da Guerini, AKK e i loro omologhi francese e spagnolo, ha evidenziato quindi l’esigenza di rinforzare le capacità di difesa dell’Unione anche mediante la Cooperazione rafforzata permanente (PESCO), il Fondo Europeo per la Difesa (EDF) e la Revisione annuale coordinata sulla difesa (CARD). Dunque collaborare con più efficacia a livello sia comunitario che bilaterale diventa imperativo.

Sia la NATO che l’UE troveranno nell’innovazione tecnologica un pilastro strategico importante, considerando la rilevanza che il dominio cibernetico e spaziale sta assumendo a livello globale. In tal senso la cooperazione in materia industriale-tecnologica tra Italia e Germania è notevole. I due paesi possono contare su di una lunga tradizione di joint-ventures di successo, tra cui spiccano i programmi MALE RPAS ed Eurofighter. La recente acquisizione da parte di Leonardo del 25% di Hensoldt (sensoristica per difesa ed aerospazio) costituisce un’importante progresso verso la creazione di un campione industriale europeo nell’elettronica della difesa.

Dalle riflessioni dei due Ministri emerge con chiarezza la visione strategica e sinergica di Italia e Germania nelle dimensioni bilaterale, comunitaria ed atlantica: rafforzamento della base industriale-tecnologica, definizione dello Strategic Compass ed evoluzione del concetto strategico NATO.

Il percorso delineato dai Ministri Guerini e Annegret Kramp-Karrenbauer può consentire ai nostri paesi di essere i protagonisti della convergenza strategica tra Alleanza Atlantica ed Unione Europea: sforzo considerevole ma storicamente improrogabile.

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